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Tutta mia la città – Diario di un bike messenger – Roberto Peia


Non ho mai recensito un libro, quindi vedrò di descrivere in breve le mie impressioni su questo libro, e le mie aspettative al riguardo.
Stavo cercando qualcosa di interessante sul mondo ciclistico, oltre alle solite biografie di Pantani, Coppi, Ginettaccio. Quando leggo il titolo sul profilo del libro comincio a canticchiare la canzone dall’omonimo titolo. Quando leggo il titolo per esteso rimango a bocca aperta, e poi guardando subito sul retro vedo la foto dell’autore, che riconosco: Roberto Peia è uno, anzi, il fondatore, degli Urban Bike Messenger di Milano, se non sbaglio (e spero di sbagliarmi) l’unica città italiana oltre a Bologna che fornisce questo ecologico e nuovissimo (per noi cavernicoli italiani) servizio.
L’ho acquistato. Con un po’ di pregiudizio, perchè leggendo i forum mi sono fatto un idea dei bike messengers italiani un po’ negativa. Sembra quasi che se la tirino perchè fanno del loro lavoro quello che per altri è una passione. Ma a me piace fare le mie valutazioni da me, non amo le influenze altrui o i luoghi comuni, così nel tentativo di ricredermi mi porto a casa il libro.

Fin dalle prime pagine però fortunatamente capisco che ho fatto di tutta l’erba un fascio, e Roberto, oltre che essere un bike messenger è anche giornalista, quindi il linguaggio e il modo di scrivere del libro è di un certo livello, a volte forse anche troppo per me che sono un povero ignorante..:)
Quando guardi la copertina di un libro cerchi di immaginare subito cosa c’è dentro, e ad essere sincero, sempre dall’alto del mio pregiudiziio, mi sono detto: “ecco che adesso ci descrive la vita eroica del bike messenger”.
Invece devo dire che si tratta di tutt’altro. Il libro è diviso in tanti brevi capitoli, che descrivono le varie giornate tipo che può avere un messenger, raccontate a volte in maniera autoironica, e alla fine di ogni giornata vi è riportato il titolo di una canzone è il sottofondo di quella stessa giornata. Musica che lui definisce di altri tempi, in parte vero, ma scelta da orecchie che se ne intendono, e lo dice un burbetto di 27 anni..:)
Roberto come detto prima mi ha fatto ricredere sulle impressioni sugli UBM che mi hanno trasmesso gli altri. Il loro lavoro è duro, difficile a volte e snervante. Può dare grandi soddisfazioni, l’unica cosa che ancora non ho capito è se con lo stipendio di bike messenger si vive bene o meno.

Vengono spesso descritte le vie della città, i modi di fare dei milanesi, e di come questi ultimi hanno cambiato e/o rovinato la loro città, che, come dice Roberto, è prossima al collasso.
Leggendo questa raccolta di brevi racconti avrà sicuramente un certo effetto sul nostro senso civico e ambientale, e l’autore riesce spesso a trasmettere al lettore il suo amore per la natura e la sua preoccupazione per la stessa.
Spero quindi, essendo pienamente contagiato da questo suo modo di pensare, che i servizi come UBM Milano aumentino, sia a Milano che nel resto d’Italia, per il bene di tutti. E credo che Roberto quando vedrà sfrecciare un corriere della concorrenza per la prima volta invece che prendersela sarà contento di aver seminato bene..:)