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Risonanza Minimale

Oggi sono dovuto andare a farmi la risonanza magnetica al ginocchio, dopo anni forse riesco a decidermi di operarmi. Il bello è che tocca attraversare la città con questo freddo impossibile, ma a sto giro mi sono vestito a dovere.
16:33 Timbro per uscire dal lavoro, per arrivare in strada abbiamo una discesa di circa 30 metri con una bella pendenza, essendo brakeless porto la bici a mano fino a metà e poi monto, non voglio fare il cagasotto, ma a un metro dal cancello passano i camion dello smaltimento rifiuti a 60-70 km/h e se quello smanettone del preparatore d’auto mi piazza una carcassa delle sue sul marciapiede sono senza vie di fuga. Quindi un pò alla volta monto in sella da un punto sempre più alto della discesa, finchè non mi faccio la gamba.
Infatti non imbrocco gli straps al primo colpo e alla seconda pedalata i pedali girano troppo veloci per infilarci i piedi, punto a far forza solo spingendo senza tirare, e funziona, per fortuna.
Spingo come se fosse la gara della vita tagliando incroci, rotonde e quant’altro, quando mi infilo le cuffie nelle orecchie mi sembra di essere in un video, e ancora non so se la cosa è un bene o un male.
Ho usato Endomondo per tracciare il percorso visto che erano più di 5 km, peccato che il ricevitore GPS dell’iPhone andava probabilmente a tempo con la musica e si è inventato diagonali che non esistevano, quindi la velocità max non è da tenere in considerazione.
16:45 sono in derapata all’entrata del parcheggio, sudato nonostante il freddo, ma divertito.
16:50 finalmente sono riuscito a chiudere la bici
16:52 sono in giro per i corridoi dell’ospedale praticamente perso, ma scopro una scorciatoia per bypassare il controllo all’entrata per fare visite fuori orario.
16:59 Trovo il reparto, consegno il foglio a un infermiere che mi fa sedere in sala d’attesa e dopo meno di un minuto vengo chiamato dentro dall’infermiera che in quattro e quattr’otto mi fa spogliare e infilare un camice da malato mentale, un paio di firme e sono finalmente di fronte alla lavatrice gigantesca.
Mi sdraio sul lettino e prima di infilarmi dentro alla lavatrice l’infermiera mi infila un paio di cuffie stile DJ e mi dice che la cosa durerà mezz’ora e non mi devo muovere di un millimetro e tiro due porchi tra i denti e trovo in pochi secondi una posizione comoda che mi permette di stare fermo, il problema è che se mi viene prurito al naso…
Una volta che parte l’argagno con le cuffie sono quasi insonorizzato, sento da dietro la macchina come dei pistoni che girano a velocità regolare, e con la cuffia che amplifica i bassi sembra proprio un beat di minimale a 110 bpm, stiloso tra l’altro, e ogni tanto intervengono i suoni della lavatrice che sono sempre diversi.. quasi mi godo la musica e muovo la testa a tempo ma non posso.
Dopo 15 minuti circa mi addormento e una vibrazione sul lettino mi sveglia, faccio finta di niente appena sento la dottoressa che arriva con forte accento tedesco, ma mi accorgo solo alla fine che avevo una telecamera puntata in faccia..