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Epopea del mio acquisto di una MTB – Final Chapter!

Siamo rimasti in quella situazione di stallo, dove aspetto la chiamata del negoziante per andare a provare la bici. Nel frattempo sale la prima febbre dello smanettone, comincio ad adocchiare qualche pedale qua e la perchè gli originali (il modello immediatamente superiore viene già fornito senza pedali, potevano risparmiarsi il disturbo anche sulla mia) fanno pena e tanto, e visto che devo raggiungere un minimo d’ordine aggiungo qualcosina, ma ne parliamo a pacco arrivato, sarà meglio vederla montata la roba..:D

Passa tutta la settimana, l’impazienza diventa qualcosa di lacerante (sono così, il titolo del blog non è messo li a caso), così mi organizzo per oggi pomeriggio di farmi accompagnare al negozio a buttare l’occhio, magari si sono dimenticati, magari il tipo è in ferie e la bici è li, magari…

Trovo un altro giovane e gli illustro di nuovo la cosa, gli spiego che ho più o meno ordinato questa bici e concludo la performance facendo lo spelling del mio cognome in tedesco perchè non trovava il nome sul pc.

“Bene, la bici è già qui, andiamo giù a controllare se è tutto ok”

Difatti la bici c’è, è li che mi aspetta, anzi, mi ha sempre aspettato, il commesso iniziale non si era accorto di averne una ferma li, avrei potuto portarmela via da subito. Facciamo due prove fuori e poi mi fa rientrare, per fare bene i conti mi dice. Mi chiede quali accessori vorrei, chiedo subito il portaborraccia in tinta, che riesce a trovare e ci infila una borraccia marchiata da loro.

Facciamo i conti quindi, prezzo bici + 11 euro di portaborraccia, poi tira una riga e mi sconta 60 euro. Caccio il grano, stretta di mano e mi porto via la bici allo stesso prezzo del web.

Che dire.. Anzi, si che c’è da dire, ho promesso dei nomi. Allora il negozio che mi ha straservito bene è Sanvit di Appiano (BZ), organizzati benissimo, esposizione enorme e professionalità infinita, sembra quasi l’azienda dove lavoro io. Poi se ci mettiamo lo sconticino finale senza aver chiesto nulla, direi che sono i migliori. Una nota positiva la do anche a GambaCicli, che mi ha risposto in tempi brevissimi, ma ovviamente avendo il negozio sotto casa ho fatto la scelta che mi conveniva. E adesso arrivano le palate, quel negozio che non ha ancora risposto alla mail, quel negozio che si permette di snobbare una vendita del tipo ordini, monti, incassi e ciao, questo è Muwi Bike di Comano Terme (Tn), ci ero già stato tempo fa, tante cosette interessanti e colorate, ma quando i commessi raccontano balle più grandi del negozio da fastidio e tanto, ma per questo mi sfogherò un altra volta.

Bene, il mezzo quindi è questo, la foto è presa da Instagram perchè non ne ho fatte di meglio dalla foga di usarla, ma appena farò il primo upgrade ne farò di serie!

L’epopea del mio acquisto di una MTB (Parte seconda)

Siamo rimasti al punto quasi di partenza, non so ancora la misura e non so ancora dove acquistare. Nel frattempo valuto qualche marchio più rinomato su quel segmento di prezzo li ma come componenti non ci siamo, certo, se mi metto a guardarle ancora un pò mi vien voglia di predere quelle di gamma superiore.

Mentre Negozio N.4 non mi ha ancora risposto alla mail, decido di punto in bianco di tornare da Negozio N.3, con l’intento di trovare la mia taglia e sapere se ordineranno la mia misura. Ovviamente sono anche curioso di sentire come si comporteranno con me. Per colpa del traffico arrivo li a 10 minuti dalla chiusura, e ovviamente i commessi sono tutti occupati. Poco male, nel frattempo guardo, tocco, smanetto e valuto anche qualche alternativa. Aspetto parecchio, tanto da stufarmi di toccare e smanettare le bici dello show room, fino a quando vengo servito, ormai sono le 7 e 10. Lavoro in un negozio anche io, quindi premetto subito al commesso che voglio solo sapere due cose senza fargli perdere troppo tempo, ma invece lui si prende tutta la calma di servirmi. Gli spiego che mi piace quel modello e quel preciso colore, e che lo vorrei uguale della mia taglia. Mi spiega che di quel colore hanno appunto solo quel modello li perchè è arrivato per errore, ma vede che può fare per me. Mi fa togliere le scarpe e mi prende le misure, poi consulta la tabella e mi dice con forte accento tedesco: 18″, forse è anche meglio 20″. Andiamo al piano di sotto per controllare la disponibilità, 18″ in consegna non certissima in settimana, per il 20″ bisogna aspettare il 20 agosto. Alternativa in altro colore disponibile praticamente subito.

Mi dice che ordina il 18″ senza chiedermi alcun acconto, lo metteranno in esposizione e appena ce l’ha mi chiama per vedere se ci stiamo dentro come misura. Poi viene fuori un problema al computer e forse non riesce a farmela avere, le solite scuse ho subito pensato. Gli lascio il numero e vado a casa, semisoddisfatto per il momento, valutando di prendere in extremis l’altro colore.

Arrivato a casa mi guardo in tutti i dettagli le foto dei due modelli dei due colori diversi, cercando di farmi piacere quel nero-bianco anzichè grigio-blu. Poi, visto che ormai ci sono, provo a mandare un altra mail, ad un noto rivenditore online di MTB. La mail tra una cosa e l’altra la invio dopo la mezzanotte.

La mattina dopo alle 7 e mezza insieme alla sveglia squilla il telefono per l’arrivo della email di risposta (!!!) dove mi dice che il modello è disponibile. Chiedo modalità di pagamento e spese di spedizione, e ricevo una mail entro un altro paio di ore. Nello stesso momento mi chiama il ciclista del Negozio N.3, mi dice che è riuscito a ordinare la bici, a giorni ce l’ha e mi chiama.

Niente balle quindi, Negozio N.3 si è rivelato professionalissimo e disponibile, nonostante la richiesta di ordinare qualcosa che non hanno (spesso tendono a rifilare i modelli che hanno in casa) e l’orario balordo, mentre il N.5 è stato molto veloce nelle risposte, oltre che ben fornito e disponibile. Ovviamente devo optare per il N.3 dato che è vicino a casa e posso ritirare di persona. In ogni caso ancora non ho la bici in mano quindi non è detta l’ultima parola. Credo che nella prossima parte dei questa saga rivelero 2 nomi di  rivenditori che mi hanno colpito positivamente e sicuramente 1 che sconsiglierò.

Il modello che sto bramando ormai da qualche settimana è questo:

Immagine

http://www.cube.eu/hard/comp/acid-greynblue/

L’epopea del mio acquisto di una MTB

Sapevo che mi aspettava un giro dei soliti noti negozi, sapevo che avrei visto i soliti numeri dei rivenditori.

Dopo un po’ di ricerca in rete sono riuscito a decidere il modello di MTB che voglio acquistare, e dato che i prezzi dal web al negozio di differenza hanno poco e niente, comincio a farmi un giro di persona per vedere colori, taglie, disponibilità.

Mi sono fissato un budget di poco inferiore ai 1000 euro, non sono pochi per iniziare, ma neanche molti per avere un mezzo discreto e senza compromessi, che non sembri una bici da supermercato o da bottega sotto casa per intenderci.

Primo negozio: passavo per caso per degli accessori, visto che ci sono chiedo. Telai e bici di marche mai viste, alcuni anche accattivanti esteticamente e in carbonio, ma montati da cani come componenti. E’ la mia prima MTB seria posso dire, ma di componenti credo di capirne ancora qualcosa. E i prezzi sono esorbitanti, andiamo dai 1200 ai 3000 euro, per bici che appunto non ho mai sentito parlare e ricoperte di polvere.

Secondo negozio: chiedo che cosa offrono come MTB su una determinata linea di prezzo, essendo un amico uno dei due soci del negozio mi fa vedere un modello un pò più costoso ma con un notevole sconto arriviamo nel range di prezzo da me deciso. Parliamo però di una bici di una nota marca di biciclette da città di cui non farei il nome, e sinceramente infilarmi in mezzo al bosco tra Cannondale, Specialized e via dicendo con un ferro del genere non mi sembra proprio il caso. Inoltre vedo attacco manubrio e reggisella Zoom, e qualche altro compromesso qua e la. Ed ecco che parte la filastrocca carismatica del venditore: “No sai, questo è un marchio che esiste da 100 anni, questi ti danno la qualità, non come xxx che paghi il nome e poi non ti da nulla, quelle sono bici per fighetti..” 1. La bici che avevo adocchiato inizialmente su quella cifra offre molto di più, quindi direi che non si paga solo il nome, o forse i 100 anni della tua si fanno pagare di più. 2.La bici che mi stai proponendo ha i colori di una Bottecchia che ha un ragazzino delle medie che usa per andare a scuola. Ci penserò, grazie e ciao.

Terzo negozio: rivenditore della marca che avevo adocchiato, il prezzo è buono, ma c’è un problema: sono tedeschi. Tedeschi di qui, ma tedeschi duri, di quelli che se sei italiano potrebbero non rivolgerti neanche la parola, e parto da casa già scettico sulla cosa. Non sono razzista, vivo in Alto Adige da quando sono nato, lavoro in un azienda tedesca, ho clienti tedeschi tutti i giorni e ho imparato il tedesco necessario per lavorare e lo miglioro di giorno in giorno, ma appunto vivendo in questo ambiente ho capito che ci sono tedeschi e tedeschi, appunto. Il negozio è imponente e si divide in 3 piani, dove vedo il modello e il colore che vorrei, me la guardo, la tocco, ci smanetto, ma non arriva nessuno. Un commesso sembra impegnato con due ragazzini più a chiacchierare che per servirli come clienti, e l’altro sta seduto in scrivania davanti al computer come se dovesse firmare un contratto milionario con un cliente. Insomma sto mezz’ora li fermo ad aspettare e comincio a credere di essere trasparente. Si vede che i soldi italiani come dicevo prima gli fanno schifo. No dai, facciamo finta che i commessi erano realmente impegnati, passerò nuovamente la prossima settimana, se non prenderò la bici almeno uscirò di li con le idee chiare sulla taglia esatta da ordinare.

Quarto negozio: Piccolo botteghino ambizioso in una valle del Trentino, scritte colorate, grafiche eccentriche e modelli accattivanti esposti lo fanno sembrare un negozio importante, ma scambiando qualche parola con il commesso l’ultima volta che ci sono stato non mi ha dato proprio questa impressione. Vabbè, sul loro sito hanno quel modello, quel colore e a quel prezzo. Quindi mi tiro giù l’indirizzo email e gli scrivo chiedendo appunto la disponibilità ed eventuali tempi di consegna, insomma, se ce l’avete vengo, la pago e me la carico. No, non risponde. Credo che i commenti sul saper vendere a questo punto diventato più che superflui.

Ho evitato altri negozi locali dato che mi sono impuntato ormai su questo modello, ma proverò comunque a passarci a titolo informativo, giusto per aggiornare il post.

Per avere questo modello rimangono un negozio a 20 km da casa mia e due siti online che spediscono gratuitamente e tutti e tre hanno lo stesso prezzo, la missione di ora è scoprire la taglia giusta per me, dopodichè dato che il prezzo è uguale da tutti facciamo che chi si comporta meglio venderà una bici in più questo mese!

Ovviamente sarete aggiornati, pubblicherò il nome del negozio da cui acquisterò la bici e il modello una volta comprata!

Saper vendere

Sono più di 10 anni che lavoro nel commercio. Lavoro in un settore dove devo stare dietro ad un banco e soddisfare le richieste tecniche più disparate, e avendo a che fare con tutti i tipi di persone, dall’artigiano alla vecchietta in pensione, dal manager che crede di saper tutto al pazzo di quartiere. Insomma di tutto, bisogna imparare a essere elastici nell’approccio ma anche decisi in quello che si dice, le incertezze portano a dubbi, i dubbi ad altre domande, altre domande altro tempo perso dietro ad uno squinternato.

C’è chi pensa di vendere leccando. Si, esatto, il classico modo di fare da agente o venditore di zona, ti guarda sempre negli occhi, ti fa complimenti, cerca di comportarsi con te come se foste amici da una vita, e se capiti a parlare di roba tecnica apriti cielo, e prenditi l’obiettività che questo individuo ha ripudiato dal primo momento che ha aperto bocca in tua presenza.

C’è invece chi pensa di tirarsela di più, alza i prezzi, si fa trovare quando e se vuole, e se non ti va bene vai pure da un altra parte. Per comportarsi così bisogna essere qualcuno, altrimenti muori di fame.

Io credo invece che la verità stia nel mezzo. Per me saper vendere vuol dire competenza tecnica allo stato puro, quando il cliente vuole approfondire deve sempre avere l’impressione che per quanto scavi trova sempre qualcosa, non rimane mai scoperto, con una domanda senza risposta, con una indecisione su quale prodotto è meglio di un altro per la sua esigenza. Quando quel cliente avrà bisogno di nuovo di qualcosa non andrà da un altra parte, ma verrà da te.

Da non sottovalutare poi l’atteggiamento che si assume di fronte al cliente, a nessuno di noi piacerebbe entrare in un negozio e sentirci indesiderati o scocciatori, e vedere del personale scontroso è sempre la cosa più brutta che può capitare. Quindi sorriso sempre in bocca cercando di rimanere seri il più possibile nei modi di fare, il vantaggio si trarrà da tutte e due le parti.

Che c’entra o che ha a che fare con le bici questo? In realtà poco, anche se queste riflessioni mi sono venute in mente appunto contattando negozi e privati sempre per componenti per la mia fissa. E ci sono persone che ci sanno fare, altre meno ma che ci mettono la buona volontà, e altre che sono una vera e propria disperazione.

Sono tempi di crisi, chi sa lavorare, chi sa nuotare, sopravvive, per gli altri sarà molto molto dura.