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Il Mio Parco Bici

Penso che lo posso mettere un titolo così, in fondo non è per vantarmi, i mezzi non sono stratosferici quindi diciamo che è tanto per ridere.

Ormai mi sono accorto che smanettare con le chiavi inglesi, brugole, avvitare qua e svitare la per me è diventata una droga, nonchè un antistress. Quando sono nervoso scendo in garage, svito e riavvito qualcosa e poi sto bene.

Questa scimmia di smanettare mi ha portato a crearmi una intera bici dal nulla e a cambiarne un’altra, solo per il desiderio di montare uno specifico componente o telaio. E ora mi trovo con tre biciclette complete di cui cerco di giustificarne l’utilizzo, perchè ci sono troppo affezionato per darle via.

Abbiamo il mezzo di prima scelta (la prima scelta del mio garage si intende, ovvio), un Cinelli Gazzetta, veloce, reattivo e comodo con il suo riser, a breve monterò un 49/17 convertibile in 49/15 per i viaggi lunghi e se avrò modo di provarlo in pista.

Poi c’è il mezzo di tutti i giorni, un F.Moser Pro Evolution, un telaio leggerissimo in acciaio, con grafiche anni 90 e delle geometrie molto rigide. Al momento monta un rapporto 48/17 su ruotalibera e fisso dall’altra parte, con il doppio freno che verrà potrebbe essere un mezzo davvero veloce. Monta dei copertoncini da 28 che sono davvero troppo esagerati per quel telaio, dovrò ridurli a 25 e mi dispiace pechè per la città sono qualcosa di davvero comodissimo. Ovviamente all’occasione diventa fissa in pochi minuti e brakeless, senza dubbio un mezzo parecchio divertente anche questo.

La terza è una bici che agli occhi inesperti passa inosservata, ma ha i suoi perchè. Parafangata completamente mi permette di impiegarla nei giorni dove il tempo non è dei migliori e, perchè no, anche in caso di neve. Erediterà i copertoncini da 28 che mi impegnerò a far passare nei parafanghi, e direi che potrebbe quasi pretendere di essere la scelta per tutti i giorni, se non fosse per il telaio che è un 59, davvero troppo per la mia statura. Monta un simpaticissimo 42/16 senza freni, provare a frenare con i pedali è quasi come avere il contropedale da quanto il rapporto è leggero.

A volte il pensiero che mi sfiora è che con tutti i soldi che ho speso in queste 2 (la terza è fatta di pezzi di recupero delle altre due) mi sarei potuto fare una sola bici davvero potente, oppure farmi solo la terza spendendo niente e avere un parecchi verdi in tasca in più. Beh dai, facciamo finta allora che li ho risparmiati di benzina quei soldi..:)

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F.Moser Pro Evolution

Vi voglio parlare di questa bicicletta che ho appena finito.

Il progetto iniziale era una bici con un impatto visivo sobrio, un telaio a congiunzioni azzurrino stile Supercorsa Cinelli, cerchio a basso profilo a V silver, un riser con delle belle manopolone da poser infilate in un riser e dei mozzi Miche Pista che ho sempre sognato. Questa più o meno era la linea guida del mio progetto.

Poi le cose cambiano, a volte le spese non permettono di fare tutto quello che vorremmo, altre volte ci capita per le mani un occasione che non possiamo rifiutare e quindi un paio di cose bisognerebbe rivederle.

Difatti nella ricerca di un telaio ho valutato un pò di tutto, ma facendo un pò di conti andavo a spendere oltre 400 euro per il solo telaio, certo, un signor telaio, ma non era la cifra che avevo in mente di spendere.

Valuto quindi una conversione, avevo una vecchia Atala che avevo prestato in giro, ma quando mi ritorna mi rendo conto che il telaio poteva essere buono solo come appendipanni, forse neanche quello.

Quindi cerco una bici da corsa per fare una conversione, al volo mi appare un annuncio nella mia città, in pochi giorni mi porto a casa una bici convertibile per 120 euro, montata non troppo male.

Poi vado nel mio shop di fiducia e noto che nell’angolo dell’officina c’è un bel telaio viola a grafiche anni 90, F.Moser, montato su due cerchi in carbonio solo per non essere appoggiato per terra, e quando provo ad alzarlo per sentire il peso scatta il colpo di fulmine. Ad una cifra che non riferisco me lo porto a casa, comprensivo di movimento centrale e serie sterzo già montati.

Il telaio è un Dedacciai a tubazioni Zero Uno, a congiunzioni e non sono ancora riucito a capirne l’anno, le grafiche sono simili ai Forma e Leader, ma nessuno di questi ultimi è a congiunzioni e tantomento Dedacciai (solitamente erano Oria).

Per il montaggio avevo pensato a fare un tutto-italiano-east-coast, usando in prevalenza componenti veneti, ma alla fine ci volevano troppi soldi, ed è andata un pò così 😀

Ruote: Mozzi Miche Pista, Cerchi Ambrosio Balance, raggi Sapim Leader.

Guarnitura Prowheel Solid (vergognosa, lo so, ma è più dritta di tante altre blasonate guarniture che costano il doppio)

Pedali MKS Sylvan Track, Straps Bark personalizzati in arrivo

Reggisella Shimano Dura Ace AX

Sella Selle Italia Turbo

Pipa no name e riser Ergotec (anche qui siamo andati molto al risparmio) con manopole Oury (le metterò nere presto)

Pignone sempre e solo Miche e catena Taya (carina, con gli inserti neri tra una maglia e l’altra).

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