Tag Archive | Cube

Work in Progress!!! Cube Hyde 2012 powered in South Tyrol

IMG_20150619_084940_AO_HDR

Qui è come si presenta finalmente la mia Hyde, le nuove ruote le hanno finalmente dato carattere, e scorre che è una meraviglia.

Le modifiche alla guarnitura però non sono state produttive come pensavo, la catena se cambio velocemente marcia dietro tende a cadere e incastrarsi tra MC e guarnitura, impossibile non sporcarsi se dovesse succedere. Mi trovo inoltre ad usare tendenzialmente i rapporti più grandi del pacco pignone, non sfruttando la metà inferiore, dovrò ripiegare sulla corona più piccola da 34 ed eliminare i bashguard, almeno finchè non ripiegherò su una corona da 40 circa..

I freni ogni tanto fanno qualche rumore sinistro, sembrano non gradire i nuovi dischi, pensavo che quando lo facesse con i mozzi centrelock fosse dovuto all’adattatore ma invece è proprio la pinza freno che è scadente.. Appena finiscono le pastiglie sostituisco l’intero impianto frenante.

Sono ancora indeciso se mettere un riser piatto con un buon backsweep e abbassarlo il più possibile, così da avere una posizione in sella più sportiva, sacrificando così il setup attuale dove va benissimo anche pedalando in giacca e cravatta.

Una sella meno cheap e meno imbottita completerà l’opera, perfezionando sempre di più questo mezzo che per tre anni è stato odiato e abbandonato in un angolo del garage.

Annunci

Commuter Bike: Ci riproviamo 2 anni dopo.

Due anni fa acquistai la Cube Hyde, convinto dalla qualità Cube anche per i modelli più economici e soprattutto dal ciclista di fiducia che mi ha sempre trattato gran bene, pensavo di andare sul sicuro sul modello da 600 euro, ma, purtroppo, questa volta, i compromessi sono stati troppi per renderla la bici perfetta per tutti i giorni che avrei voluto che fosse, soprattutto per le mie esigenze maniacali ormai.

Elenco i problemi in ordine di come mi si sono presentati, e la soluzione.

Sella. Bella, trendy, originale, scomodissima. Non c’è verso, la posizione precisa non si trova, e non è nemmeno questione di abitudine, questa RDG Rock è una sella scomodissima e ignorante. Soluzione: Sostituita con una sella penso Selle Bassano, al momento, molto imbottita ma ha le cuciture rosse, un pagliativo finchè non trovo una buona sella a prezzi umani.

Manubrio + Stem. Non ho mai amato i flat bars, ma farselo piacere non sarebbe stato un problema, il problema vero qui sono state le misure. Diametro 26 dell’attacco manubrio è come dire avere un iPhone con l’antenna retrattile del Motorola 8700. Inoltre il manubrio è molto corto e lo stem è troppo lungo, per un telaio che in taglia M è un 58 di top tube, costringendomi non solo ad una posizione di guida orribile, ma anche facendo in modo che non puoi appoggiare la bici da nessuna parte perchè cade per terra. Soluzione: Stem 6cm Crank Brothers Cobalt e riser sempre Cobalt da 31.8, ora è tutto un altro pedalare.

Cerchi. Lo scandalo. Sono arrivati praticamente senza essere tirati dalla fabbrica, dopo un centinaio di km hanno cominciato a fare rumore. Invece che andare dal ciclista e rompere le scatole (anche se non so quanto mi avrebbero creduto, ormai era passato un mese), ho deciso di cambiare i nipples ai cerchi e metterli rossi, cosa che cominciai a fare con il cerchio posteriore, e smontando i vecchi mi sono accorto di quanto fossero fatti male questi Schürmann Euroline: oltre ai rumori dei raggi sentivo un piccolo rumore provenire dalle ruote, scoprii poi che erano i resti dei fori per i raggi che erano caduti all’interno del cerchio e non uscivano più, oltre ad innumerevoli detriti. La mia missione dei nipples è fallita in partenza perchè i nipples mi allungavano il raggio di mezzo centimetro, rendendo impossibile una tensionatura corretta (so raggiare, si). Soluzione: dopo due anni alla fine ho deciso di fare la spesa decisiva: Coppia di Mavic Aksium disc con attacco disco Iso, abbandonando il CentreLock Shimano di cui vi parlo tra poco.

Altri cambiamenti estetici e non: Mi misi in testa di mettere tutto quello che potevo in rosso, quindi dischi nuovi, che essendo Iso ho dovuto montarli con un adattatore che ha cominciato a smollarsi dopo un mese. Collarino reggisella nuovo, marchiato Anima, mai sentita ma è molto bello. Pedali Exustar rossi a cuscinetti, molto più dignitosi degli standard che non giravano nemmeno. Manopole Clarks ergonomiche, con un piccolo cornetto integrato, devo ancora provarlo ma spero di trovare la posizione giusta in spinta. Ho deciso di abbandonare anche i pesanti Schwalbe di serie da 42 per dei fantastici Continental Gatorskin da 28. Ho levato i parafanghi Curana che per quanto belli non avevano pietà per scarpe e pantaloni, perchè paravano si gli schizzi verticali, ma deviavano l’acqua sui lati a causa della poca curvatura del canale, peccato. Li sostituirò con degli SKS 42 urban che troverò il modo di montare solo all’occorrenza.

Ultima modifica, quasi radicale, ho eliminato il cambio anteriore e le due corone più piccole, lasciando la grande da 48 denti e il bashguard spostata al centro per evitare di stressare troppo la catena. Penso di sostituirla comunque più avanti con una più leggera da 44 denti. Con l’ampio pacco pignoni  (da 11 a 34) posteriore, mi è sembrato davvero assurdo portarmi dietro il peso di tutte quelle corone davanti.

Con tutte queste modifiche conto di arrivare appena sopra gli 11 kg anzichè i 13 iniziali, guadagnando soprattutto però in maneggevolezza, scorrevolezza e comodità.

Foto a breve!

Allora, come va sto MTB? Cube Acid 2012 – Semi-recensione

E’ un po’ il mio timore quando faccio acquisti di un certo peso, probabilmente è il timore di un po’ tutti: e se poi non la uso e la abbandono in garage?
Ecco, diciamo che sono passate circa 5 settimane da quando ho comprato la MTB, e, dai, insomma, ci sto andando. 5 uscite complete nei fine settimana, 4 parziali la sera dopo il lavoro, caricando la bici in macchina e facendomi solo l’ultimo pezzo di salita (farla tutta a quell’ora sarebbe stato impossibile), e, quando chiami qualcuno per uscire trovi quasi al volo, a differenza della fissa, dove la gente scarseggia sempre.
La cosa che mi preoccupa oggi è questa: ho un Cinelli Gazzetta praticamente nuovo in garage che contavo di usarlo solo per i giri in compagnia il fine settimana che si ritrova li a prendere polvere, e una scimmia di farmi una bici da downhill che mi batte sulla schiena. Il che vuol dire che se questa scimmia prenderà spazio nella mente malata che mi ritrovo potrò vedermi vendere lo scooterone e il Cinelli, per far arrivare un mostro da 17 kg in garage, ma questo è qualcosa di cui probabilmente parleremo più avanti.
Parliamo della Cube Acid. Voglio premettere che non faccio il crosscountrista da anni, ma di bici ne ho cavalcate parecchie, la mia opinione quindi è da prendere un po’ con le pinze.
Il modello come tutti già sapete è il 2012 in versione grigio-blu, è disponibile anche in bianco e nero e anche nelle versioni 29″ di ambedue i colori. Ho optato per questo colore perchè ogni straccio di Cube che si vede in giro è bianco e nero, e volevo essere un po’ più alternativo. Ho sostituito subito i pedalacci forniti di serie con dei Crank Brothers 5050 3 versione Las Vegas (gli unici in nero e azzurro), lo stem Easton (molto leggero, 150g) ha lasciato il posto ad un massiccio Hussefelt più corto di 3 cm (chi mi conosce sa che non amo andare oltre i 6 cm di attacco, amo le bici reattive), e poi le manopole originali le ho sostituite con le Crank Brothers Cobalt. Cominciamo appunto parlando di quest’ultime, con le quali mi sono trovato davvero male, le manopole sono di tipo Lock-On, ma a differenza di tutte le altre il punto di fissaggio dove c’è la vite a brugola sporge dal diametro della manopola, che in qualche modo, con i guanti o senza, da un fastidio tremendo alle mani, senza contare che l’anello anzichè essere totalmente in metallo è in plastica con gli inserti in metallo, e la plastica all’esterno è grezza e spigolosa, e, come se non bastasse, il grip della manopola non è in gomma ma in spugna, non sapevo di questa cosa quando le ho ordinate, ho provato comunque a montarle nonostante la delusione una volta arrivato il pacco, ma è ora di rimontare le originali in attesa di trovare di meglio.


Parliamo ora della bici in sè. Muovendosi sull’asfalto da la sua bella sicurezza, i copertoni a dir poco immensi per la categoria (Schwalbe Smart Sam da 2,25″) ci danno l’impressione di passare sopra tutto & tutti, impressione meno rassicurante invece la danno l’accoppiata mozzi e freni a disco, entrambi Shimano fuoriserie, niente scrittine XT o Deore su questi, ero abituato a vedere quei bei mozzi fatti a CNC belli massicci a flangia larga, ma qui abbiamo flangia bassa e la piastra che tiene su il disco è più sottile del disco stesso, e non è neanche un pezzo unico insieme al mozzo, si svita (credo) tramite una ghiera. I freni hanno i dischi molto piccoli, e le pinze sono altrettanto piccole, e infatti in lunghe discese è facile portarli al limite, come è successo a me un paio di volte.
Parliamo della forcella anteriore, la Rock Shox Recon è un modello entry level un po’ come tutto il resto della bici, ho la possibilità di bloccarla con un controllo remoto collocato sul riser, molto comodo per le salite o quando si gira in città. Quando la “sleghiamo” (termine appropriato, pensando al filo che si sgancia quando attiviamo lo sblocco dal manubrio) sul terreno sconnesso fa il suo bel lavoro, finora non sono mai arrivato “a pacco”, ossia a fine corsa, per quanto comunque ci abbia dato dentro e provato ad accennare qualche saltino. Unica cosa che mi preoccupa è la pretaratura, con il mio dolce peso (95 kg) perdo almeno 3 dei 10 cm di corsa quando salgo sul mezzo per pedalare, appena potrò gli farò dare una gonfiata, anche se il negoziante mi aveva assicurato di averla settata secondo il mio peso.
Gruppo cambio anteriore/posteriore: la prima cosa su cui cade l’occhio sono i due pignonazzi più grandi sul posteriore, non ho contato i denti, ma saranno circa 24 e 28, immaginiamo che la moltiplica più piccola davanti è da 24, facciamo subito due conti. Difatti questo rapporto molto alleggerito mi ha consentito in molte situazioni di poter proseguire rimanendo in sella anzichè scendere come hanno fatto gli altri. Il deragliatore anteriore impostando il rapporto più duro toccava sulla catena, ho dovuto ritararlo io a mano, io che con i cambi di esperienza sono praticamente a zero. Per il resto il deagliatore XT posteriore pare che faccia il suo sporco lavoro li dietro, anche se su terreno sconnesso lo sento spesso lamentarsi, ma penso che sia normale.
Una nota negativa che voglio sottolineare su tutti sono i copertoni di cui ho parlato prima, appunto imponenti e rassicuranti alla vista, ma facendoli rotolare si vede il vero valore della gomma. Difatti su terra si comportano in modo mediocre, niente di eccezionale, fanno il loro lavoro, sulla ghiaia perdono cm su cm di aderenza, ma questo penso che sia un problema di un po’ tutti i copertoni, mentre sulle pietre umide o meno si rivelano praticamente nulli, e quindi abbastanza pericolosi, sull’asfalto poco scorrevoli (in discesa si tocca un max di 55 km/h e in curva molto spesso non serve nemmeno frenare). Che dire, non vedo l’ora di cambiarli, e metterli su neri anzichè grigi, che darebbero alla bici un aspetto molto più aggressivo secondo me.
Il telaio. Beh, che dire del telaio, per quanto ne posso capire io non posso dire che questo telaio che è meglio di un altro, posso al massimo dire che è più bello. Una cosa che però voglio dire, sempre esteticamente parlando, è il livello di rifiniture del telaio e le differenze con i modelli superiori. La Reaction che è il modello che costa circa 400 euro in più ha la congiunzione tra foderi superiori del carro e piantone “chiusa” fino al ponticello, come se fosse un pezzo unico, mentre la mia ha i classici due tubi saldati al piantone e relativo ponticello libero. Non fa alcuna differenza sulla geometria della bici una soluzione del genere, però una volta vista la Reaction dal vivo mi sono reso conto di quanto sia un compromesso la mia, anche nel telaio stesso che avrei giurato avesse differenze minime.

Concludendo, ho elencato una serie di difetti che superano di gran lunga i pregi, non perchè pregi questa bici non ne abbia, ma perchè la natura umana fa si che quando va tutto bene non ci accorgiamo di nulla, ma ci lamentiamo solo quando qualcosa non va come vorremmo. Mi sento comunque in dovere di dire che come feeling questa bici è ottima, il riser largo da 680mm (neanche poi troppo largo) con attacco oversize rende possibile governarla in ogni situazione, oltre al senso di sicurezza che un manubrio da 26 non mi darà mai, per non parlare del backsweep del riser stesso, l’inclinazione che ha verso l’alto in poche parole, non riesco a capire perchè ancora fino a 5 anni fa questa inclinazione era verso il basso, orribile.
Quindi, se volete una MTB e avete in tasca 800 euro va benissimo la Acid, ma se per sbaglio ve ne avanzano altri 3-400 date un occhiata alle LTD e Reaction, sono in ogni caso soldi spesi bene!

L’epopea del mio acquisto di una MTB (Parte seconda)

Siamo rimasti al punto quasi di partenza, non so ancora la misura e non so ancora dove acquistare. Nel frattempo valuto qualche marchio più rinomato su quel segmento di prezzo li ma come componenti non ci siamo, certo, se mi metto a guardarle ancora un pò mi vien voglia di predere quelle di gamma superiore.

Mentre Negozio N.4 non mi ha ancora risposto alla mail, decido di punto in bianco di tornare da Negozio N.3, con l’intento di trovare la mia taglia e sapere se ordineranno la mia misura. Ovviamente sono anche curioso di sentire come si comporteranno con me. Per colpa del traffico arrivo li a 10 minuti dalla chiusura, e ovviamente i commessi sono tutti occupati. Poco male, nel frattempo guardo, tocco, smanetto e valuto anche qualche alternativa. Aspetto parecchio, tanto da stufarmi di toccare e smanettare le bici dello show room, fino a quando vengo servito, ormai sono le 7 e 10. Lavoro in un negozio anche io, quindi premetto subito al commesso che voglio solo sapere due cose senza fargli perdere troppo tempo, ma invece lui si prende tutta la calma di servirmi. Gli spiego che mi piace quel modello e quel preciso colore, e che lo vorrei uguale della mia taglia. Mi spiega che di quel colore hanno appunto solo quel modello li perchè è arrivato per errore, ma vede che può fare per me. Mi fa togliere le scarpe e mi prende le misure, poi consulta la tabella e mi dice con forte accento tedesco: 18″, forse è anche meglio 20″. Andiamo al piano di sotto per controllare la disponibilità, 18″ in consegna non certissima in settimana, per il 20″ bisogna aspettare il 20 agosto. Alternativa in altro colore disponibile praticamente subito.

Mi dice che ordina il 18″ senza chiedermi alcun acconto, lo metteranno in esposizione e appena ce l’ha mi chiama per vedere se ci stiamo dentro come misura. Poi viene fuori un problema al computer e forse non riesce a farmela avere, le solite scuse ho subito pensato. Gli lascio il numero e vado a casa, semisoddisfatto per il momento, valutando di prendere in extremis l’altro colore.

Arrivato a casa mi guardo in tutti i dettagli le foto dei due modelli dei due colori diversi, cercando di farmi piacere quel nero-bianco anzichè grigio-blu. Poi, visto che ormai ci sono, provo a mandare un altra mail, ad un noto rivenditore online di MTB. La mail tra una cosa e l’altra la invio dopo la mezzanotte.

La mattina dopo alle 7 e mezza insieme alla sveglia squilla il telefono per l’arrivo della email di risposta (!!!) dove mi dice che il modello è disponibile. Chiedo modalità di pagamento e spese di spedizione, e ricevo una mail entro un altro paio di ore. Nello stesso momento mi chiama il ciclista del Negozio N.3, mi dice che è riuscito a ordinare la bici, a giorni ce l’ha e mi chiama.

Niente balle quindi, Negozio N.3 si è rivelato professionalissimo e disponibile, nonostante la richiesta di ordinare qualcosa che non hanno (spesso tendono a rifilare i modelli che hanno in casa) e l’orario balordo, mentre il N.5 è stato molto veloce nelle risposte, oltre che ben fornito e disponibile. Ovviamente devo optare per il N.3 dato che è vicino a casa e posso ritirare di persona. In ogni caso ancora non ho la bici in mano quindi non è detta l’ultima parola. Credo che nella prossima parte dei questa saga rivelero 2 nomi di  rivenditori che mi hanno colpito positivamente e sicuramente 1 che sconsiglierò.

Il modello che sto bramando ormai da qualche settimana è questo:

Immagine

http://www.cube.eu/hard/comp/acid-greynblue/