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Allora, come va sto MTB? Cube Acid 2012 – Semi-recensione

E’ un po’ il mio timore quando faccio acquisti di un certo peso, probabilmente è il timore di un po’ tutti: e se poi non la uso e la abbandono in garage?
Ecco, diciamo che sono passate circa 5 settimane da quando ho comprato la MTB, e, dai, insomma, ci sto andando. 5 uscite complete nei fine settimana, 4 parziali la sera dopo il lavoro, caricando la bici in macchina e facendomi solo l’ultimo pezzo di salita (farla tutta a quell’ora sarebbe stato impossibile), e, quando chiami qualcuno per uscire trovi quasi al volo, a differenza della fissa, dove la gente scarseggia sempre.
La cosa che mi preoccupa oggi è questa: ho un Cinelli Gazzetta praticamente nuovo in garage che contavo di usarlo solo per i giri in compagnia il fine settimana che si ritrova li a prendere polvere, e una scimmia di farmi una bici da downhill che mi batte sulla schiena. Il che vuol dire che se questa scimmia prenderà spazio nella mente malata che mi ritrovo potrò vedermi vendere lo scooterone e il Cinelli, per far arrivare un mostro da 17 kg in garage, ma questo è qualcosa di cui probabilmente parleremo più avanti.
Parliamo della Cube Acid. Voglio premettere che non faccio il crosscountrista da anni, ma di bici ne ho cavalcate parecchie, la mia opinione quindi è da prendere un po’ con le pinze.
Il modello come tutti già sapete è il 2012 in versione grigio-blu, è disponibile anche in bianco e nero e anche nelle versioni 29″ di ambedue i colori. Ho optato per questo colore perchè ogni straccio di Cube che si vede in giro è bianco e nero, e volevo essere un po’ più alternativo. Ho sostituito subito i pedalacci forniti di serie con dei Crank Brothers 5050 3 versione Las Vegas (gli unici in nero e azzurro), lo stem Easton (molto leggero, 150g) ha lasciato il posto ad un massiccio Hussefelt più corto di 3 cm (chi mi conosce sa che non amo andare oltre i 6 cm di attacco, amo le bici reattive), e poi le manopole originali le ho sostituite con le Crank Brothers Cobalt. Cominciamo appunto parlando di quest’ultime, con le quali mi sono trovato davvero male, le manopole sono di tipo Lock-On, ma a differenza di tutte le altre il punto di fissaggio dove c’è la vite a brugola sporge dal diametro della manopola, che in qualche modo, con i guanti o senza, da un fastidio tremendo alle mani, senza contare che l’anello anzichè essere totalmente in metallo è in plastica con gli inserti in metallo, e la plastica all’esterno è grezza e spigolosa, e, come se non bastasse, il grip della manopola non è in gomma ma in spugna, non sapevo di questa cosa quando le ho ordinate, ho provato comunque a montarle nonostante la delusione una volta arrivato il pacco, ma è ora di rimontare le originali in attesa di trovare di meglio.


Parliamo ora della bici in sè. Muovendosi sull’asfalto da la sua bella sicurezza, i copertoni a dir poco immensi per la categoria (Schwalbe Smart Sam da 2,25″) ci danno l’impressione di passare sopra tutto & tutti, impressione meno rassicurante invece la danno l’accoppiata mozzi e freni a disco, entrambi Shimano fuoriserie, niente scrittine XT o Deore su questi, ero abituato a vedere quei bei mozzi fatti a CNC belli massicci a flangia larga, ma qui abbiamo flangia bassa e la piastra che tiene su il disco è più sottile del disco stesso, e non è neanche un pezzo unico insieme al mozzo, si svita (credo) tramite una ghiera. I freni hanno i dischi molto piccoli, e le pinze sono altrettanto piccole, e infatti in lunghe discese è facile portarli al limite, come è successo a me un paio di volte.
Parliamo della forcella anteriore, la Rock Shox Recon è un modello entry level un po’ come tutto il resto della bici, ho la possibilità di bloccarla con un controllo remoto collocato sul riser, molto comodo per le salite o quando si gira in città. Quando la “sleghiamo” (termine appropriato, pensando al filo che si sgancia quando attiviamo lo sblocco dal manubrio) sul terreno sconnesso fa il suo bel lavoro, finora non sono mai arrivato “a pacco”, ossia a fine corsa, per quanto comunque ci abbia dato dentro e provato ad accennare qualche saltino. Unica cosa che mi preoccupa è la pretaratura, con il mio dolce peso (95 kg) perdo almeno 3 dei 10 cm di corsa quando salgo sul mezzo per pedalare, appena potrò gli farò dare una gonfiata, anche se il negoziante mi aveva assicurato di averla settata secondo il mio peso.
Gruppo cambio anteriore/posteriore: la prima cosa su cui cade l’occhio sono i due pignonazzi più grandi sul posteriore, non ho contato i denti, ma saranno circa 24 e 28, immaginiamo che la moltiplica più piccola davanti è da 24, facciamo subito due conti. Difatti questo rapporto molto alleggerito mi ha consentito in molte situazioni di poter proseguire rimanendo in sella anzichè scendere come hanno fatto gli altri. Il deragliatore anteriore impostando il rapporto più duro toccava sulla catena, ho dovuto ritararlo io a mano, io che con i cambi di esperienza sono praticamente a zero. Per il resto il deagliatore XT posteriore pare che faccia il suo sporco lavoro li dietro, anche se su terreno sconnesso lo sento spesso lamentarsi, ma penso che sia normale.
Una nota negativa che voglio sottolineare su tutti sono i copertoni di cui ho parlato prima, appunto imponenti e rassicuranti alla vista, ma facendoli rotolare si vede il vero valore della gomma. Difatti su terra si comportano in modo mediocre, niente di eccezionale, fanno il loro lavoro, sulla ghiaia perdono cm su cm di aderenza, ma questo penso che sia un problema di un po’ tutti i copertoni, mentre sulle pietre umide o meno si rivelano praticamente nulli, e quindi abbastanza pericolosi, sull’asfalto poco scorrevoli (in discesa si tocca un max di 55 km/h e in curva molto spesso non serve nemmeno frenare). Che dire, non vedo l’ora di cambiarli, e metterli su neri anzichè grigi, che darebbero alla bici un aspetto molto più aggressivo secondo me.
Il telaio. Beh, che dire del telaio, per quanto ne posso capire io non posso dire che questo telaio che è meglio di un altro, posso al massimo dire che è più bello. Una cosa che però voglio dire, sempre esteticamente parlando, è il livello di rifiniture del telaio e le differenze con i modelli superiori. La Reaction che è il modello che costa circa 400 euro in più ha la congiunzione tra foderi superiori del carro e piantone “chiusa” fino al ponticello, come se fosse un pezzo unico, mentre la mia ha i classici due tubi saldati al piantone e relativo ponticello libero. Non fa alcuna differenza sulla geometria della bici una soluzione del genere, però una volta vista la Reaction dal vivo mi sono reso conto di quanto sia un compromesso la mia, anche nel telaio stesso che avrei giurato avesse differenze minime.

Concludendo, ho elencato una serie di difetti che superano di gran lunga i pregi, non perchè pregi questa bici non ne abbia, ma perchè la natura umana fa si che quando va tutto bene non ci accorgiamo di nulla, ma ci lamentiamo solo quando qualcosa non va come vorremmo. Mi sento comunque in dovere di dire che come feeling questa bici è ottima, il riser largo da 680mm (neanche poi troppo largo) con attacco oversize rende possibile governarla in ogni situazione, oltre al senso di sicurezza che un manubrio da 26 non mi darà mai, per non parlare del backsweep del riser stesso, l’inclinazione che ha verso l’alto in poche parole, non riesco a capire perchè ancora fino a 5 anni fa questa inclinazione era verso il basso, orribile.
Quindi, se volete una MTB e avete in tasca 800 euro va benissimo la Acid, ma se per sbaglio ve ne avanzano altri 3-400 date un occhiata alle LTD e Reaction, sono in ogni caso soldi spesi bene!

Recensione: Borsa tracolla Crank Brothers Alley Messenger

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Penso che un nome del genere sia scelto solo per motivi di marketing, ma se consideriamo il fatto che Crank Brothers solitamente si occupa di mtb potremo anche concederglielo.

Voglio scrivere due parole riguardo a questa borsa dato che l’ho acquistata alla cieca e sul web non sono riuscito a trovare uno straccio di recensione si questo prodotto, ne delle foto dettagliate.

A vederla la prima volta è grande, immensa se la si paragona ad una tracolla semplice, come ad esempio la mia Eastpak adattata a “borsa messenger”. Ma aprendola ci rendiamo conto che è grande la copertura frontale, il resto della borsa è di una misura accettabile. La prima cosa che ci salta all’occhio dopo l’azzurro sgargiante impermeabile di cui è ricoperto l’interno è appunto la solidità del materiale, da l’idea di essere compatta e robusta al tatto.

Ha il classico (non troppo classico per questo tipo di borsa) scompartimento imbottito per il portatile dal quale si può accedere anche tramite una cerniera esterna sul lato della borsa, e, con mia sorpresa, la cerniera è classica, non impermeabile, quindi un punto debole per lo scomparto laptop in caso di acqua pesante. Una tasca la troviamo sulla parte anteriore esterna e una più piccola interna, sempre sull’anteriore, insieme ad un paio di portapenne e oggetti vari.

Tutto l’interno della borsa come già detto è impermeabile, la parte frontale ha un paio di strisce catarinfrangenti e il punto che prendiamo per aprirla (la chiusura è con due strisce di velcro) è gommata, quindi più resistente.

Passiamo alla parte posteriore. Una cosa che può sembrare insolita ma secondo me comoda è la maniglia che è stata montata in cima, si nasconde bene e non da fastido e può essere utile. La bretella con la chiusura invece potrebbe essere un aspetto negativo di questa borsa. Partiamo dal fatto che non è possibile indossarla nei due sensi, ma solo con la “parte alta” a sinistra. Il secondo laccio di sicurezza è fatto in modo che si può ancorare alla fascia principale oppure ad un punto di ancoraggio sul lato opposto della borsa, per chi si trova meglio con il laccio legato intorno alla vita, oppure per quando si usa solo il principale. La chiusura è in metallo, essere bella è bella, solo che la vedo un po’ troppo poco scorrevole, soprattutto in chiusura. Infatti una volta chiusa la borsa è facile che sia un po’ lasca, soprattutto se non siamo vestiti pesanti.

Nonostante la chiusura non sia tirata del tutto però quando si è in movimento la borsa non da fastidio, non si muove e non la si sente sulla schiena. La fascia principale nella parte alta è imbottita e molto larga, quindi in caso di carico pesante sarà comunque comfortevole.

Il volume è di 26lt, da vedere come già detto è molto bella, anche se diciamo un po’ fuori dagli standard delle borse messenger come estetica. Il prezzo di listino è di 150 Euro ma si può trovare facilmente a molto meno cercando nel web.