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Work in Progress!!! Cube Hyde 2012 powered in South Tyrol

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Qui è come si presenta finalmente la mia Hyde, le nuove ruote le hanno finalmente dato carattere, e scorre che è una meraviglia.

Le modifiche alla guarnitura però non sono state produttive come pensavo, la catena se cambio velocemente marcia dietro tende a cadere e incastrarsi tra MC e guarnitura, impossibile non sporcarsi se dovesse succedere. Mi trovo inoltre ad usare tendenzialmente i rapporti più grandi del pacco pignone, non sfruttando la metà inferiore, dovrò ripiegare sulla corona più piccola da 34 ed eliminare i bashguard, almeno finchè non ripiegherò su una corona da 40 circa..

I freni ogni tanto fanno qualche rumore sinistro, sembrano non gradire i nuovi dischi, pensavo che quando lo facesse con i mozzi centrelock fosse dovuto all’adattatore ma invece è proprio la pinza freno che è scadente.. Appena finiscono le pastiglie sostituisco l’intero impianto frenante.

Sono ancora indeciso se mettere un riser piatto con un buon backsweep e abbassarlo il più possibile, così da avere una posizione in sella più sportiva, sacrificando così il setup attuale dove va benissimo anche pedalando in giacca e cravatta.

Una sella meno cheap e meno imbottita completerà l’opera, perfezionando sempre di più questo mezzo che per tre anni è stato odiato e abbandonato in un angolo del garage.

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Commuter Bike: Ci riproviamo 2 anni dopo.

Due anni fa acquistai la Cube Hyde, convinto dalla qualità Cube anche per i modelli più economici e soprattutto dal ciclista di fiducia che mi ha sempre trattato gran bene, pensavo di andare sul sicuro sul modello da 600 euro, ma, purtroppo, questa volta, i compromessi sono stati troppi per renderla la bici perfetta per tutti i giorni che avrei voluto che fosse, soprattutto per le mie esigenze maniacali ormai.

Elenco i problemi in ordine di come mi si sono presentati, e la soluzione.

Sella. Bella, trendy, originale, scomodissima. Non c’è verso, la posizione precisa non si trova, e non è nemmeno questione di abitudine, questa RDG Rock è una sella scomodissima e ignorante. Soluzione: Sostituita con una sella penso Selle Bassano, al momento, molto imbottita ma ha le cuciture rosse, un pagliativo finchè non trovo una buona sella a prezzi umani.

Manubrio + Stem. Non ho mai amato i flat bars, ma farselo piacere non sarebbe stato un problema, il problema vero qui sono state le misure. Diametro 26 dell’attacco manubrio è come dire avere un iPhone con l’antenna retrattile del Motorola 8700. Inoltre il manubrio è molto corto e lo stem è troppo lungo, per un telaio che in taglia M è un 58 di top tube, costringendomi non solo ad una posizione di guida orribile, ma anche facendo in modo che non puoi appoggiare la bici da nessuna parte perchè cade per terra. Soluzione: Stem 6cm Crank Brothers Cobalt e riser sempre Cobalt da 31.8, ora è tutto un altro pedalare.

Cerchi. Lo scandalo. Sono arrivati praticamente senza essere tirati dalla fabbrica, dopo un centinaio di km hanno cominciato a fare rumore. Invece che andare dal ciclista e rompere le scatole (anche se non so quanto mi avrebbero creduto, ormai era passato un mese), ho deciso di cambiare i nipples ai cerchi e metterli rossi, cosa che cominciai a fare con il cerchio posteriore, e smontando i vecchi mi sono accorto di quanto fossero fatti male questi Schürmann Euroline: oltre ai rumori dei raggi sentivo un piccolo rumore provenire dalle ruote, scoprii poi che erano i resti dei fori per i raggi che erano caduti all’interno del cerchio e non uscivano più, oltre ad innumerevoli detriti. La mia missione dei nipples è fallita in partenza perchè i nipples mi allungavano il raggio di mezzo centimetro, rendendo impossibile una tensionatura corretta (so raggiare, si). Soluzione: dopo due anni alla fine ho deciso di fare la spesa decisiva: Coppia di Mavic Aksium disc con attacco disco Iso, abbandonando il CentreLock Shimano di cui vi parlo tra poco.

Altri cambiamenti estetici e non: Mi misi in testa di mettere tutto quello che potevo in rosso, quindi dischi nuovi, che essendo Iso ho dovuto montarli con un adattatore che ha cominciato a smollarsi dopo un mese. Collarino reggisella nuovo, marchiato Anima, mai sentita ma è molto bello. Pedali Exustar rossi a cuscinetti, molto più dignitosi degli standard che non giravano nemmeno. Manopole Clarks ergonomiche, con un piccolo cornetto integrato, devo ancora provarlo ma spero di trovare la posizione giusta in spinta. Ho deciso di abbandonare anche i pesanti Schwalbe di serie da 42 per dei fantastici Continental Gatorskin da 28. Ho levato i parafanghi Curana che per quanto belli non avevano pietà per scarpe e pantaloni, perchè paravano si gli schizzi verticali, ma deviavano l’acqua sui lati a causa della poca curvatura del canale, peccato. Li sostituirò con degli SKS 42 urban che troverò il modo di montare solo all’occorrenza.

Ultima modifica, quasi radicale, ho eliminato il cambio anteriore e le due corone più piccole, lasciando la grande da 48 denti e il bashguard spostata al centro per evitare di stressare troppo la catena. Penso di sostituirla comunque più avanti con una più leggera da 44 denti. Con l’ampio pacco pignoni  (da 11 a 34) posteriore, mi è sembrato davvero assurdo portarmi dietro il peso di tutte quelle corone davanti.

Con tutte queste modifiche conto di arrivare appena sopra gli 11 kg anzichè i 13 iniziali, guadagnando soprattutto però in maneggevolezza, scorrevolezza e comodità.

Foto a breve!