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L’orgoglio del ciclista.

Metto a punto il gazzetta per il classico giro del sabato, tendo la catena, controllo che tutto sia ok, e parto. Mi vesto anche da fighetto perchè oggi credo di farmi un giro per negozi. Invece no. Sento che la gamba sta bene, il fiato anche, vedo passare due ciclisti lanciati e mi ci attacco dietro, li passo ben presto, e visto che ormai sono partito attacco il GPS e mi faccio il solito allenamento. Senza guanti, maglia svolazzante, scarpe inopportune. Giusto per provare il 49/17 sulle lunghe distanze. Difatti ci si pesta bene, almeno in pianura o quando non c’è vento contro, altrimenti è una tortura. Faccio il giro di boa al solito ponte e torno indietro, trovo un altro gruppetto di 3 ciclisti che mi sembrano abbastanza lanciati da tirarmi un po’. Mi attacco per un paio di km, poi vedo che il primo molla e gli altri due rallentano, così azzardo e passo.
Non l’avessi mai fatto.. Sento vociferare minacciosamente dietro di me, e aumentano il passo per starmi dietro. Bene, almeno per 1km, poi comincio a cedere anche io, 110 pedalate al minuto sono troppe per uno fuori allenamento come me. Dopo un pò passano, il secondo mi affianca, mi guarda, lo guardo, e comincia a provocare: “allora, sta bici non va di più?” con palese accento tedesco. E io: “ciccio, non ho il cambio non lo vedi?” e risponde in tono arrabbiato: “non hai il cambio, non hai freni, quella bici non pesa un caXXo, dovresti andare più veloce”, non rispondo per risparmiare fiato che è agli sgoccioli, ma con le labbra pronuncio qualcosa con quasi sole consonanti del tipo “ngul a mammt!”.
Li lascio andare avanti, un centinaio di metri, riprendo fiato e proseguo con il mio passo. Quasi verso la fine li ritrovo perchè hanno rallentato notevolmente, ovviamente passo simulando una faccia tra lo stufato e il divertito, e vado via lanciato. Dopo un pò quando sono quasi a casa mi raggiunge, si affianca e mi dice “guarda, oggi ho fatto 178 km!”, e io: “bravo, io 20, ma senza mai smettere di pedalare”, e lui “ah io senza smettere di pedalare ne faccio anche 100!”, lo lascio andare avanti e devio verso casa. ‘Ngul pure a te.

Fissati vs Resto Del Mondo

Quando abbiamo cominciato a girare in fissa abbiamo messo la testa in questo mondo timidamente, guardando, ammirando, qualcuno anche studiando, e soprattutto pedalando abbiamo cominciato a capirci qualcosa, cominciando a sentirci sempre più sicuri, come se fossimo i ciclisti più cool in circolazione, come se avessimo raggiunto il top dello stile in bicicletta. Ci siamo mai chiesti se chi ci vede per strada la vede come noi?

Vecchietto da mani dietro la schiena davanti al cantiere: ci guarda, a volte incredulo, non riesce a credere che uno possa usare una bici così per strada, se avete montata una piega o un cerchio a razze davanti sicuramente non si tratterrà dal farvi qualche domanda, per poi arrivare alla conclusione che lui da giovane era più figo.

Bimbominkia/zingaro/zarro di quartiere: se hai una bici colorata ti guarderà prima con curiosità per capire se gli piace o no, poi quando capirà se gli piace a seconda della razza del bambino cambia la sua espressione, di ammirazione per il bimbominkia, indagatoria se è un extracomunitario, sta guardando dove la parcheggi per seguirti e fregartela.

Ciclista della domenica: ti guarda sempre con un pò di curiosità misto ammirazione, è dell’idea che prima o poi se ne farà una anche lui, ma non sa neanche da che parte cominciare.

Ciclista amatoriale: ti guarda con disprezzo, un pò come un motociclista guarda uno scooterista, vi sfotte con l’amico mentre si alza in piedi e butta giù due marce per farti vedere che lui va più veloce.

Tipella un pò cessa: ti guarda, ma guarda te, non la bici.

Tipella un pò gnocca: non ti vede nemmeno passare, non sei mai esistito.

Ragazzo in singlespeed: ti saluta, ti raggiunge e ti chiede come ti trovi col fisso, non è deciso a farlo anche lui.

Altro fissato: se non sei a Milano sicuramente ti saluta, perchè se c’è un altro fissato in città sicuramente lo conosci già.

Tutto il resto del mondo: sei un normalissimo cretino su una normalissima bicicletta.